Oggi siamo stati al campo del signor Cortis di Villanovafranca: i bambini hanno potuto raccogliere i delicati fiori di zafferano e scoprire dal vivo come nasce questa meraviglia della natura!
In classe, grazie a Ivan Cortis,abbiamo osservato da vicino la divisione degli stimmi...piccoli gesti che racchiudono tanta pazienza e meraviglia.
Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo. (Anna Frank)
Oggi il nostro Istituto ha partecipato alla Giornata della Memoria voluta dalla Prefettura di Cagliari e dall'Ufficio Scolastico regionale.
Sono intervenuti il Prefetto, Bruno Corda; il Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu; l'Assessore regionale al lavoro, Alessandra Zedda; il Rettore dell'Ateneo di Caglia, Maria Del Zompo e il Professor Accardo per la prolusione storica.
Durante la manifestazione sono state consegnate le medaglie d'onore concesse dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti.
Molto emozionante la testimonianza di un superstite dei rastrellamenti del ghetto di Roma che ha voluto raccontare, soprattutto ai giovani presenti, la sua toccante storia di sopravvivenza, concludendo l'intervento con l'invito a non dimenticare mai e esortando tutti a farsi testimoni di questo periodo buio dell'umanità affinché mai più possa accadere.
Presenti moltissime autorità civili, religiose e militari che nel bel mezzo della commemorazione hanno potuto ascoltare i lavori delle numerose scuole che in questi anni hanno portato centinaia di studenti a riflettere sulla Shoah.
Anche la nostra scuola in questi anni ha partecipato a numerosi progetti e iniziative in memoria di ciò che è stato. Fra tutti meritano una menzione speciale i plessi di scuola secondaria di Furtei, Lunamatrona, Villanovafranca e Barumini, presenti stamane all'Auditorium Giovanni Pierluigi da Palestrina, che in questi ultimi anni, guidati dalle sapienti mani dei loro docenti, hanno partecipato al concorso "I giovani ricordano la Shoah", aggiudicandosi prestigiosi riconoscimenti.
La mattinata si è conclusa in musica con l'esecuzione di diversi brani suonati al pianoforte e dalla Piccola orchestra del Conservatorio che non poteva che chiudere la giornata con l'Inno di Mameli che i presenti hanno avuto modo di cantare.
Una bella cerimonia partecipata, che sicuramente arricchisce gli animi e che va di pari passo con le riflessioni che oggi in tutte le classi del nostro Istituto si sono succedute ma che, su invito del Dirigente Scolastico, si protrarranno per tutta la settimana.
A seguire un video racconto della mattinata e i TG sardi che hanno dedicato uno spazio all'evento.
L'appuntamento è per le 7.30 perchè i chilometri da percorrere sono parecchi. Il viaggio dura circa due ore e mezza ma è piacevolmente tranquillo. Tra una chiacchiera, un po' di musica di sottofondo e l'allegria dei ragazzi arriviamo a Bitti alle 10.00. Il primo impatto con il paese è positivo. Nella piazza principale conosciamo subito Giuseppe, un simpatico vecchietto che ci racconta qualcosa del paese. Passano 5' e arriva qualcuno dell'organizzazione che ci guida verso il vecchio cinema del paese dove è allestita la Da Vinci Experience. Il tempo di poggiare gli zaini e siamo dentro. La signora che ci fa da guida è molto brava perchè in 20' riesce a catturare i ragazzi e noi adulti raccontandoci Leonardo. Ci distribuiscono un numeretto che ci servirà dopo, quando indosseremo gli oculus per la Realtà Virtuale.
Entriamo nella sala proiezione e siamo avvolti da maxi schermi a 360° dove scorrono senza soluzione di continuità le immagini del Genio accompagnate da un sottofondo musicale degno delle sue opere. Mentre seduti o sdraiati sui cuscini, veniamo chiamati a gruppi di 5 per entrare in un altro ambiente dove un ragazzo ci invita ad indossare i visori. L'esperienza è di quelle che lasciano il segno. Per 10' siamo proiettati nel mondo di Leonardo, ma lo spettacolo maggiore è alla fine quando aperta una finestra ... ti sembra di volare.
Finita l'esperienza davinciana attraversiamo il paese per andare in una piccola piazzetta, sede dei musei che vedremo al pomeriggio, dove mangiamo. Alle due e mezza in punto la nostra nuova guida ci porta dentro il mondo dei canti a tenores. Il piccolo museo multimediale è molto interessante perchè ci permette di ascoltare i famosi canti, conosciuti oramai in tutti il mondo, ma allo stesso tempo di selezionare le 4 voci per dar modo alla guida di spiegarci in dettaglio tutte le differenze. I ragazzi inizialmente ridono perchè non sono abituati a quelle sonorità, poi ci prendono gusto e quando ci sediamo per vedere, ma soprattutto sentire, i tenores di Bitti in un maxi schermo, per incanto cala il silenzio per tutta la durata del brano.
Da li il passo è breve per andare a visitare il Museo della Civiltà Pastorale e Contadina. La visita si rivela subito molto interessante e ricca di aneddoti sulla storia di Bitti. La signora che ci accompagna racconta con passione e competenza come si viveva anticamente in un paese che molti decenni fa è arrivato ad avere anche 9.000 abitanti, mentre oggi ne conta appena 2.800.
Fra tutti gli aneddoti quello più curioso racconta che anticamente Bitti viveva quasi esclusivamente di pastorizia. Tutti avevano le pecore, ma ogni famiglia aveva una capra in casa per il latte giornaliero. Per poterle pascolare durante il giorno decisero di affidarle a un pastore che le raccoglieva tutte nella piazza principale al mattino, per poi riportarle a sera. La cosa sorprendente è che quando rientravano, ogni capra tornava nella propria casa senza che nessuno le andasse a prendere.
Finita la visita dei musei aspettiamo il pullman nella piazza principale dove conosciamo altri tre simpatici anziani con cui ci intratteniamo a chiacchierare e anche loro ci raccontano con orgoglio del loro paese.
Alle cinque in punto ci avviamo sulla via del ritorno. Altre due ore e mezza di viaggio prima di restituire i pargoli ai genitori che ci attendono al rientro.
E' stata sicuramente una piacevole e istruttiva esperienza che grandi e piccini hanno apprezzato in attesa della prossima uscita.
Giovedì 10 aprile siamo andati a Macomer con i ragazzi della scuola secondaria di Furtei e Lunamatrona al Festival della legalità "Conta e Cammina".
Roberta Balestrucci Fancellu, Daniele Nicastro, Manuele Ferreira e Sonia Scalco ci hanno raccontato tante storie che parlavano di bambini che vogliono essere solo bambini, di eroi, di porti come luoghi di partenza e di approdo, di terre lontane, di cervelli da preservare, di legalità, di mafia, di Borsellino e Falcone, di Rita Atria, di sogni, di rispetto, di fratellanza, di migranti, di stranieri in terra straniera che vogliono solo vivere in pace, di democrazia, di dittature, di multinazionali che depredano territori, di libri, di scrittori, cantanti e attori, di Peppino Impastato e di Casa memoria, di politici che possono pensarla come vogliono, ma che non devono usare linguaggi ostili, e di tante altre cose.
Con loro abbiamo riso, cantato, pianto, scherzato.
Con loro abbiamo condiviso "I nostri 100 passi" e questo ci ha inorgogliti.
Ad accompagnare i ragazzi c'erano Paola Mallocci, Stefania Garau, Alessandro Pompianu, Vinicio Lilliu, Francesco Ortu, Fausto Vacca, Isa Piras, Francesca Lazzari, Natalia Scanu e io, Carlo Murru.
Di seguito un breve ricordo filmato.
Si
è concluso mercoledì 20 marzo 2019 il progetto “Incontro con il disabile e
l’anziano” che ha visto protagonisti i quattordici alunni della classe prima
della scuola secondaria di Lunamatrona, gli ospiti, le suore e gli operatori de “La
Piccola Casa della Divina Provvidenza”, conosciuta come “Cottolengo”. Le attività sono
state coordinate dalle professoresse Paola Malloci e Natalia Scanu che si sono
avvalse della collaborazione dei professori Valerio Orrù e Fausto Vacca e della
Superiora dell’Istituto suor Mariangela.
Il
progetto si proponeva di educare i ragazzi all’attenzione e alla vicinanzanei confronti di chi vive la vecchiaia, la
malattia e la disabilità, incentivando negli alunni il desiderio di compiere
azioni positive, gratuite, solidali e concrete.
Gli
incontri, di due ore ciascuno, hanno avuto cadenza mensile, da novembre a marzo,
e sono stati preceduti da un percorso di preparazione e di sensibilizzazione
verso i problemi della disabilità in età avanzata, svolto in classe con le
docenti.
Già
nel primo incontro al Cottolengo gli alunni, accolti dalla Superiora, hanno
potuto conoscere la struttura dell’edificio comprendente una cappella, una sala
di accoglienza, una palestra e un laboratorio dove vengono realizzati lavori
creativi con stoffe, lana, cotone emateriali di riciclo. Attraverso le parole degli operatori sanitari e
non, i qualisi occupano giornalmente
del benessere fisico e psicologico degli anziani (suore, fisioterapista,
infermiere, operatori e cuoche), i ragazzi si sono resi conto anche
dell’importanza del lavorare insieme per il bene di tutti.
Gli
alunni poi, hanno apprezzato tantissimo il fatto che
ad ognuno di loro sia stato “affidato” unospite per tutta la durata del progetto, “un
amico speciale” come a voler mettere in evidenza e rafforzareun legame che da quel momento li ha uniti in
maniera significativa e duratura.
Nel
mese di dicembre sono stati vissuti momenti particolarmente commoventi: i
ragazzi hanno realizzato e regalato bigliettini di auguri agli anziani, accompagnandoli
con canzoni natalizie, mentre alcune ospiti dell’Istituto, dal canto loro,
hanno raccontato il Natale della loro infanzia e della loro giovinezza. A
gennaio, celebrando la “Giornata della Memoria”, si è conversato e riflettuto
sul valore della pace: i ragazzi hanno esposto le loro considerazioni e i loro
buoni propositi per il futuro, mentre le anziane hanno dato testimonianza
raccontando della durezza della vita durante il periodo della seconda guerra
mondiale. A febbraio, nel clima del Carnevale, gli alunnihanno rallegrato la mattinata presentandosi
con maschere, stelle filanti, trombette, cartelloni e ghirlande. Hanno
presentato due scenette aventi per protagonisti maschere tipiche italiane e
hanno suonato il flauto e cantato insieme agli anziani allegri ritornelli in
lingua sarda.Nell’ultima visita i ragazzi
hanno voluto allietare gli ospiti e le suore con musiche, canzoni, coreografie
da loro inventate, riflessioni personali e saluti finali.
Durante
alcuni incontri gli alunni hanno poi avuto modo di affiancare le ospiti del
Cottolengoin palestra, svolgendo
assieme ad esse semplici giochi ed attività fisiche. Questa attività ha fatto
sentire i due gruppi, uno giovane e pieno di vita, l’altro ormai avanti negli
anni e quasiprivodi energia, come un tutt’uno e in grande
sintonia. Ciò traspariva dai sorrisi e dagli sguardi felici e quasi complici
che si scambiavano.
Il
progettoha fatto incontrare due realtà
apparentemente lontane e ha arricchito tutti. Per gli ospiti del Cottolengo le
visite dei ragazzi sono state occasione di dialogo, condivisione e svago.L’esperienza però è stata preziosa
soprattuttoper i ragazzi che hanno
dovuto organizzare le diverse attività, mettersi in gioco, superare ritrosie e
pregiudizi, fare i conti con le emozioni ed i sentimenti. Ciascuno di loro ha
sperimentato durante gli incontri l’importanza del dialogo, dell’empatia con
l’altro, la gratuità dei sorrisi e la gioia del dare.
Ecco
alcuni stralci delle loro testimonianze, lette agli anziani in occasione
dell’ultimo incontro:
“Gli incontri al Cottolengo mi hanno fatto crescere come persona,
mi hannoinsegnato che anche dopo mille
difficoltà dobbiamo andare sempre avanti e reagire con grande forza.Mentre guardavo gli anziani li immaginavo giovani, allegri
e sani e ho capito che, in fondo, non sono poi tanto diversi da noi, hanno solo
più anni e vissuto tante esperienze più di noi”.
Alessandro
“Se devo essere sincera
posso dire che, all’inizio, questo progetto non mi aveva convinta. Poi, durante
la prima visita, dopo qualche minuto mi sono sentita a mio agio e perfettamente
in sintonia con l’ambiente. Quando in palestra abbiamo fatto esercizi fisici
con le anziane avevo paura che tirando la palla troppo forte potessi provocare
qualche danno. Invece è stato fantastico!”.
Aurora P.
“Prima di incontrarvi ero
molto curiosa di conoscervi e di vedere i vostri volti e i vostri sorrisi.
Durante i nostri appuntamenti ho provato felicitàe commozione e ho apprezzato moltissimo le
storie che ci avete raccontato sulla vostra giovinezza”.
Aurora S.
“Durante l’incontro di
febbraio abbiamo festeggiato il Carnevale e portato un po’ d’allegria regalando
alle ospiti un vivace cartellone, suonando trombette, recitando scenette
comiche e cantando e suonando con il flauto una filastrocca in lingua sarda. Alcune
anziane ci hanno fatto conoscere il Carnevale dei loro tempi ed io ero molto interessata
ai loro racconti. Mi sono divertita parecchio e così spero anche per gli
anziani”.
Camilla
“A novembre, prima di entrare
nell’edificio dell’Istituto Cottolengo avevo un po’ di ansia perché non avevo
mai vissuto un’esperienza del genere, ma allo stesso tempo ero felice anche se
non sapevo spiegarmi bene il motivo. Mi ha colpito
piacevolmente il fatto che ognuno di noi alunni sia stato “abbinato” ad un
ospite e ad alcune suore in pensione, come a voler significare il legame che da
quel momento ci avrebbe uniti.
Spero che la nostra
classe sia riuscita a portare un po’ di allegria e di spensieratezza tra le
ospiti che, talvolta, soffrono a causa dei loro problemi fisici dovuti anche
all’età avanzata”.
Carola
“Questa esperienza mi è
piaciuta tantissimo! Io credo che agli anziani piaccia stare con noi ragazzi e
che a noi piaccia stare con loro!”.
Era bello fare ginnastica
con gli anziani, cantare canzoni, suonare e ballare per loro. Era bello stare
ad ascoltare le loro “avventure” del periodo della seconda guerra mondiale. Era
bello guardarli mentre aprivano con occhi felici i nostri bigliettini augurali
natalizi. In quei momenti li ho amati!
A me piace molto il fatto
che tutto quello che noi facciamo li renda felici, perché è questo che io
voglio”.Daisy
“I vostri sguardi e i
vostri sorrisi mi hanno fatto brillare gli occhi… Non conoscevo la vostra
realtà ma ora che la conosco mi sento molto vicino a voi tutti. Grazie!”.
David
“Il progetto Cottolengo
mi è sembrata un’ottima idea già dal primo incontro. Vorrei incontrarvi ancora…
per ascoltarvi, conversare e sorridervi”.
Davide
“Mi sono quasi commosso
nel vedere i vostri sorrisi durante le nostre esibizioni. Penso che questi siano
stati la nostra più grande ricompensa”.
Gianluca
“La Superiora ci ha
accolti con grande simpatia. Poi siamo andati in palestra per conoscere gli
anzianie in seguito nel salone
principale dove abbiamo salutato tutte le ospiti, comprese le suore e due
anziani. All’inizio ho provato un po’ di tristezza ma poi, vedendoli sereni e
felici, mi sono rallegrata anch’io. Parlando con alcune signore ho capito che
al Cottolengo si sta bene e che erano contente. La seconda visita l’abbiamo
fatta durante il periodo natalizio e perciò abbiamo festeggiato cantando e
offrendo bigliettini augurali”.
Ilaria
“Il terzo incontro,
secondo me, è stato il più bello e interessante. Ci eravamo ben preparati sugli
argomenti da noi scelti per la conversazione: pace e guerra. Avevamo scritto ed
elaborato alcune frasi sulla guerra e su quanto possa essere cruda e brutale.
Dopo la lettura delle nostre riflessioni, quando le signore ci ascoltavano in
silenzio, ci siamo scambiati i ruoli: sono intervenute loro, non leggendo, ma
regalandoci i loro ricordi. Molte anziane si sono rifiutate di parlare, forse
per timidezza, ma stando a sentire le rievocazionidelle loro compagne si sono commosse perché
sicuramente la loro mente si è affollata di ricordi”.
Laila
“Al Cottolengo c’è sempre
da imparare perché comunque loro, le anzianee le suore, quello che noi stiamo vivendo, l’hanno già vissuto, magari
in modo diverso, ma possono insegnarci tanto.Io personalmente, durante le nostre visite, parlo con la mia amica
Berenice e, in base ai suoi racconti ho capito che anche la sua vita era come
quella di noi ragazzi, anche se i tempi erano diversi. Vorrei parlare del
rapporto che ho con Berenice: quando ci incontriamo dentro di lei esplode
un’immensa onda di gioia, lo capisco dal suo sguardo. Sento che starle a
contatto mi ha fatto “crescere”. Forse in molte scuole sbagliano anon fare questo tipo diprogetti, ma da grande, se qualcuno mi ascolterà
proporrò di certo ciò che noi stiamo realizzando ora”.
Sara
“Mi ha colpito come ci
avete sempre accolto. E’ stato bello portarvi piccoli pensieri e vedervi
felici. Mi ha fatto stare bene!Quando vi abbiamo presentato i nostri piccoli spettacoli ho
sentito che l’impegno che ci avevamo messo per prepararli è servito.
Per questo vi dico
GRAZIE!!! Grazie di tutto per averci accolti, ascoltati e fatti sentire bene.
GRAZIE!!!!!”.
Serena
“L’esperienza vissuta quest’anno, durante le visite della mia
classe al Cottolengo, non potrò maidimenticarla”.
Il 12 Maggio 2018 a Milano si sono tenute le competizioni Nazionali dei Giochi Matematici patrocinati dall'Università Bocconi.
Tra le numerosissime ragazze e ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Villamar che hanno partecipato con grande impegno alle semifinali di Cagliari nel mese di Marzo, un piccolo gruppetto di sei "irriducibili" si è qualificato per le finali: Alice Marras, Alice Sanna, Alessandro Loi, Davide Frailis, Matteo Cadau ed Elia Nonnis.
Con qualche immagine ed un po' di musica vi raccontiamo quanto ci siamo divertiti!
Grazie a tutti i docenti e gli allievi che hanno partecipato all'iniziativa.
L'anno prossimo contiamo di essere ancora più numerosi!
“Il Mondo in Guerra visto dal Cinema e dai Media (1914-1945)”
Un progetto per far conoscere ai ragazzi il sacrificio delle vittime della guerra, ma soprattutto quanto sia importante far capire, a chi la guerra non l'ha mai vissuta, che la pace è un bene estremamente prezioso, che andrebbe coltivato giorno dopo giorno.
Alla prima proiezione, che di fatto ha inaugurato il progetto, hanno preso parte le classi terze secondarie di Villamar, Furtei, Segariu, Lunamatrona, Ussaramanna e Villanovaforru. La proiezione del film è stata preceduta dalla presentazione del progetto e dai saluti delle autorità. La professoressa Elisabeth Piras, coordinatrice del progetto, ha spiegato le finalità e gli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso questa iniziativa. E' poi intervenuto il Sindaco per i saluti di rito e il Dirigente scolastico che si è detto molto soddisfatto di questa iniziativa. La parola è poi passata al porta voce dell'Esercito che ha sottolineato l'importanza delle forze armate anche in tempo di pace, e ha chiuso la serie di interventi il Prof. Pino Cara che invece ha spostato l'attenzione dei ragazzi più sull'aspetto cinematografico di ciò che si apprestavano a vedere.
I ragazzi hanno seguito con interesse la proiezione del film "Unbroken" trovandolo gradevole, appassionante e rispondente alle loro aspettative.
Al progetto è legato anche un corso di formazione per i docenti di materie letterarie e un concorso a cui i nostri ragazzi parteciperanno e che sarà oggetto di un altro post in futuro.
La piacevole mattinata si è conclusa con dandosi appuntamento al 2 marzo, giorno in cui, sempre nella bella cornice della casa Maiorchina di Villamar, verrà proiettato il film "U-Boot 96". In quell'occasione parteciperanno gli alunni delle classi terze di Villamar, Furtei, Segariu, Gesturi, Barumini e Villanovafranca.
Riflessioni della classe II di Villanovaforru sul Giorno della memoria
TRAMA DEL FILM
Per il ministro della propaganda Joseph Goebbels proclamare
Berlino "liberata dagli ebrei" il 19 Giugno del 1943 era la
dimostrazione di un successo. La terribile frase significava che chiunque non
fosse riuscito a fuggire in tempo sarebbe stato deportato nei campi di
concentramento. Ma circa 7.000 ebrei rimasero nella capitale Reich, “spariti”
nei modi più avventurosi e coraggiosi. In fuga, entrarono in clandestinità
assumendo false identità. E vissero nel continuo timore di essere scoperti,
battendosi per difendere la loro vita giorno dopo giorno.
Gli invisibili e un film-documentario che parla di questi ebrei
che raccontano la loro vita al tempo di Adolf Hitler. A raccontare quello che
è successo sono 5 persone sopravvissute allo sterminio nascondendosi.
Secondo noi questo film era un po’ noioso, ma ci ha fatto
“vivere” una esperienza fantastica, perché ci ha fatto riflettere sulla cattiveria
di Hitler.
Il
film che siamo
andati a vedere il 25 gennaio è ambientato a Berlino nella seconda guerra mondiale, inizia nel '39 e finisce nel '45.
Raccontava la storia di cinque ebrei che venivano abbandonati e portati in delle case di insospettabili per essere protetti.
I
russi erano alleati con gli ebrei e quando alcune donne gli hanno visti arrivare
hanno capito che la guerra era finita. Il
film che abbiamo visto era molto bello e interessante. E’ stata una bellissima
esperienza.
Questo film è stato raccontato da
dei sopravvissuti per tutta la guerra, che nascondendosi hanno
salvato le loro vite e quelle di altre persone. La seconda guerra mondiale è
iniziata nel 1939 ed è finita nel 1945. I sopravvissuti raccontano che le
deportazioni sono iniziate nel 1941 e loro si sono nascosti per tutta la guerra
in delle piccole case di loro amici non ebrei e: cambiando aspetto e facendo
passaporti falsi sono riusciti a salvarsi. La ricorrenza alla giornata della
memoria è il 27 Gennaio. Riflettendo un attimo si può, in qualche modo, capire
le loro condizioni all'epoca e quindi io penso che siamo molto fortunati a
possedere quello che abbiamo e pensare che milioni e milioni di ebrei sono
stati uccisi nei campi di concentramento. Nel film c’è stata una frase di un
sopravvissuto che mi ha colpito molto “è una vera follia” perché è impensabile
che le persone siano morte per la loro religione, eppure è la dura realtà. Il
film secondo me è bellissimo perché lo spiega completamente.
“Gli invisibili” è un film ambientato a Berlino, che
parla della seconda guerra mondiale, iniziata nel '39 e finita nel '45, quando i
tedeschi volevano eliminare tutti quelli che non erano uguali a loro. Questo
film è un “documentario” dove ci sono i sopravvissuti ebrei che hanno
raccontato. Molte persone cercavano di nascondersi usando passaporti falsi,
altre scappavano, per esempio in Svizzera usando come mezzo la bicicletta.
Alcune sono scappate dai campi di concentramento. I russi erano alleati con gli
ebrei. Le donne avendo visto i russi arrivare a salvare la loro gente avevano
capito che la guerra era finita. Il giorno della memoria è il 27 gennaio.
Questo film ci è piaciuto tanto, perché abbiamo visto la dura realtà, quello
che subivano gli ebrei e ci rendiamo conto di quanto noi siamo fortunati.
Foto tratte da: http://www.spiegel.de/fotostrecke/film-die-unsichtbaren-interview-mit-juedin-hanni-levy-fotostrecke-153939.html
Piacere, Mozart! Lo spettacolo musicale per le scuole del Teatro Lirico di Cagliari
Il 17 gennaio 2018 tutti i plessi delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo di Villamar sono andate al Teatro Lirico di Cagliari per partecipare alla rappresentazione musicale “Piacere, Mozart!”.
Questa rappresentazione è stata presentata da Massimiliano Medda, che ha fatto le veci di Wolfgang Amadeus Mozart, che ha raccontato la vita di questo grande personaggio storico e ha coinvolto il pubblico rallegrando lo spettacolo.
La rappresentazione è durata circa un’ora con protagonisti il coro e l’orchestra del Teatro Lirico; ogni tanto si facevano delle pause dove Massimiliano raccontava periodi della vita di Mozart che hanno condizionato le varie composizioni, che poi l’Orchestra ha suonato.
Il direttore d’Orchestra Fabrizio Ruggero è stato molto bravo e ha diretto le seguenti composizioni:
Le nozze di Figaro (K 492) (composta in Italia)
Così fan tutte (K 588) (composta in Italia)
Eine Kleine Nachtmusik (K 525)
Sinfonia n°40 (K 550)
Concerto per Clarinetto (K 622)
Requiem (K 626)
5 Contraddanze (K 609)
Sinfonia n°41 (K551)
La giornata ci è piaciuta molto e speriamo di ripeterne altre.
(Mattia Piano e Sofia Cabiddu per la classe III di Villanovaforru)
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